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Da una vita sogno la Delta

Il brusiese Massimiliano Nussio sulla strada per diventare rallysta

Massimiliano Nussio è meccanico di professione e ha una sfrenata passione per i motori. Dal 2011 si cimenta in competizioni automobilistiche e quest’anno si sta avvicinando al mondo del rally. Da poco, infatti, ha conseguito il patentino per la guida rallystica e ora il suo sogno è quello di pilotare la Lancia Delta, vettura che ha fatto la storia delle gare off road. 

Il team M.I.M. Racing

Partiamo però dagli inizi. Tutto è iniziato in sordina, anzi sono stati proprio gli amici a spingere Massimiliano in questa avventura. L’esordio è avvenuto nel 2011 partecipando a una gara in Valtellina nella Formula Challenge. L’auto che Massimiliano destreggiava era una vecchia Panda bianca modificata dal Team M.I.M. Racing, acronimo scherzoso di “Max il matto”, ed effettivamente questo giovane brusiese un po’ lo è. Massimiliano è intraprendente e un po’ folle, proprio nella capacità di concretizzare questa sua immensa passione nell’ambito del mondo automobilistico agonistico (seppur amatoriale) e di riuscire a progredire in questo settore spinto dai suoi sogni.

Il Team M.I.M. Racing è tuttora esistente. Massimiliano è il pilota e il meccanico, ma dietro di lui c’è una schiera di assistenti tecnici a supportarlo: Luca Del Simone, Mirco Dotti, Alan Garavatti, Moreno Pianta, Michele Rizzi, Mattia Annulli, Luca Tuena e Nadia Zanolari. La preparazione dell’auto è eseguita da Massimiliano e da Michele Rizzi, mentre le altre persone del team sono fondamentali nell’aiuto durante le corse. Nell’ottica del gruppo importanti sono gli incontri della squadra: “I ritrovi che organizziamo, - dice Massimiliano - servono per sistemare la parte meccanica delle auto, pianificare le gare e portare nuove idee”.

Una gara low cost a Lovero; un modo per far partecipare tutto il team

A breve, nel mese di marzo, ci sarà una competizione a Lovero, in Valtellina, che permetterà di coinvolgere attivamente tutto il team. “Trattasi di una gara endurance di cinque ore, con cinque piloti, su un percorso sterrato tortuoso – spiega Max -. La nostra vettura sarà una BMW 320 a trazione posteriore con assetto rialzato, rollbar e gomme da terra. Questo sarà un evento automobilistico low cost per sostenere anche chi organizza le gare in Valtellina, che stanno di anno in anno diminuendo. La gara si chiama “5 ore di pazzia” ed è rivolta a tutti coloro che non si possono permettere di partecipare alle gare ufficiali visti i costi elevati”.

I primi anni nella Formula Challenge

Dal 2011 al 2015 Massimiliano ha gareggiato nella Formula Challenge. Queste – come riferisce il pilota - sono gare cronometrate che si svolgono in 4-5 manche; si parte a batterie di 4-5 macchine, a intervalli prestabiliti che variano dai dieci ai venti secondi. Generalmente a queste competizioni partecipano trenta auto.

Il campionato di Formula Challenge si svolge in Italia, principalmente nel Nord Italia, ed è costituito da una quindicina di competizioni all’anno.  Le categorie sono suddivise in base alla cilindrata e al tipo di trazione. Massimiliano partecipava nella categoria A (cilindrata inferiore a 1300 cc) con una Fiat Panda e nella classifica di categoria il miglior risultato è stato un quarto posto nel 2012 e sempre nello stesso anno, nell’assoluta, un diciassettesimo posto su 101 partecipanti. Mentre in una gara a Piateda dell’autunno 2012 ha raggiunto un ottimo secondo posto. Innumerevoli tuttavia sono stati i piazzamenti tra le prime posizioni negli ultimi quattro anni.

Una Fiat Panda lanciata a 160 Km/h

La maggiore velocità raggiunta con la Fiat Panda è stata a Castiglione delle Stiviere in Lombardia, dove Massimiliano ha lanciato la sua vettura a 160 Km/h. Guidare tuttavia una macchina in gara è ben diverso che guidarla quotidianamente su una strada normale. Quali sono quindi le differenze? 

«La differenza di guida tra la strada e una competizione è notevole – risponde Nussio -. Durante le gare, essendo che non hai macchine che arrivano in senso contrario, entri in curva in accelerazione, usi spesso il freno col piede sinistro, acceleri e freni nello stesso momento. Per le auto da corsa questo sistema di guidare è possibile, mentre oggi l’elettronica presente nelle auto da strada ti impedisce di farlo. Inoltre quando entri in curva devi impostare già precedentemente la traiettoria per avere un inserimento ideale. Quindi “si gioca” tanto con il freno e l’acceleratore. Inoltre l’alta velocità per provare a raggiungere il primo posto è d’obbligo e nei rally si arriva anche a sfiorare i 200 Km/h».

Il futuro di Massimiliano: correre i rally

Nel 2016 è avvenuta la decisione di gareggiare ai rally. Alla mia domanda con che auto ha intenzione di gareggiare, si nota in lui un’espressione diversa. Mi risponde: «È tutta la vita che sogno di gareggiare con la Delta, l’auto che ha vinto più titoli consecutivi nei rally». E il brusiese continua: «La Delta verrà omologata FIA (Federazione Internazionale Automobilismo per le gare internazionali) quest’anno come vettura da rally nella categoria Young Timer (dai 25 anni ai 30 anni). Quindi potrei cogliere l’occasione”.

Il pilota di Brusio mi parla anche di turismo del rally. Attualmente la Repubblica Ceca è la nuova meta dei piloti di rally, perché i prezzi sono contenuti rispetto a quelli dell’Italia, dove scarseggiano anche gli sponsor. Infatti, i costi di noleggio delle auto per le gare, le spese di partecipazione alla competizione e anche quelli di organizzazione sono nettamente inferiori rispetto agli altri Paesi. 

Tratto da IL BERNINA